INDIA²
- 20 gennaio – 13 febbraio 2013: TAMIL NADU


qui
come in karnataka a fare da contorno ci sono paesaggi tra i più
splendidi che l'india possa regalare: risaie verdissime bordate di
palme, montagne di massi giganti che incorniciano villaggi di piccole
casette colorate o di capanne dai tetti in paglia, sempre strette
intorno al tempio, scene di vita campestre, km di costa e incantevoli
panorami montani.
c'è
da dire poi che, diversamente dalla fascia più benestante costituita
da maharashtra, goa e karnakata, la sensazione qui è quella di una
tenore di vita generalmente meno alto: aumentano i rifiuti lungo le
strade e nei campi e le zone degradate, così come i bambini di
strada e quanti vivono ampiamente sotto la soglia di povertà,
costretti a mendicare per sfamarsi. il traffico esagerato,
l'inquinamento opprimente e il chiasso infernale continuano invece ad
essere una costante. ma non si può certo dire che non ne valga la
pena..
KANYAKUMARI
estrema
propaggine meridionale del subcontinente, presso cui si fondono le
acque di mare arabico, mar delle andamane e golfo del bengala. qui
swamy vivekananda, il monaco errante, meditò sulla liberazione dei
popoli d'india e del mondo, seduto sull'ultimo pezzo di roccia
indiana, quella stessa lingua di terra abbracciata dal mare dove
oggi sorge il suo memoriale. e, poco lontano sul lungomare fitto di
case colorate, fanno porto decine di variopinte barche da pesca e i
pescatori se ne stanno seduti a riparare le reti e giocare a carte.
kanyakumari è anche la dimora della
dea vergine (in sanscrito
appunto kanyakumari),
uno dei mille volti della shakti, la madre universale, venerata
nell'incanto evanescente di candele vulvomorfe, ardenti nella
luce soffusa del suo tempio al limitare del mare.
MADURAI
madurai
è una grande città e perciò parte in svantaggio nella nostra
personale classifica di gradimento, ma poi è impossibile non essere
rapiti dallo splendore del sri meenakshi temple, incredibile
paradigma di bellezza sacrale e grazia architettonica tamil, dedicato
a meenakshi, un'altra delle forme della madre divina, e al suo
consorte shiva sundareshwar.
KODAIKANAL
a
questo punto abbiamo decisamente bisogno di ossigenarci, perciò
facciamo rotta verso i ghati occidentali e kodaikanal. “dono della
foresta”, questo il significato del suo nome, è una piccola fresca
cittadina montana, adagiata sulle sponde dell'omonimo lago, famosa
per il caffè, l'olio di eucalipto e l'ottima cioccolata artigianale.
TRICHY
nonostante
desideriamo più di ogni altra cosa farla finita con le città, il
tamil nadu infila una chicca dietro l'altra e perciò stringiamo i
denti. e trichy non fa eccezione. alla follia frenetica delle strade
ipertrafficate oppone il fascino del rock fort temple, sacra fortezza
del regno pallava in cui sorge un complesso multitemplare, che
primeggia in quanto a location, dominando dalla cima di una collina
il gremitissimo bazar sottostante. e non è finita qui, perchè ci
sono pure il magnifico tempio vishnuita di ranganathaswamy, sempre
strabiliante e gigantesco come piace ai tamil, e poi l'incantevole
quiete del jambukheshwara swamy, uno dei pancha
bootha sthalam,
i cinque templi elementali di shiva. il signore degli elementi qui è
celebrato quale appu lingam, il lingam d'acqua che scaturisce da una
fonte sotterranea al tempio, ma che leggendariamente fu plasmato da
parvati con l'acqua del fiume cauvery, durante la sua penitenza nella
foresta di jambu.
THANJAVUR
capitale
dei chola, di cui ospita il palazzo reale, in restauro al tempo della
nostra visita e in tutta onestà per niente imperdibile, eccezion
fatta per la saraswati mahal library e la sua pregevole collezione di
manoscritti. qui il fiore all'occhiello dell'eredità chola è senza
dubbio lo spettacolare brihadishwara temple, uno dei più bei templi
che abbiamo visto in india, un incanto ambrato nella luce dorata del
tramonto e incredibilmente tranquillo nonostante l'ingresso gratuito.
KUMBAKONAM
kumbakonam
proclama a gran voce il suo ruolo di città sacra della dinastia
chola, esibendo letteralmente un tempio ad ogni angolo, in un
catalogo minuzioso di architettura dravidica in cui davvero si
incontrano quasi più gopuram che case.
CHIDAMBARAM
altra
capitale del regno chola e centro di pellegrinaggio di straordinaria
rilevanza per il suo shiva nataraja temple. nataraja è il signore
della danza,
il danzatore cosmico, manifestazione dell'energia imperitura sottesa
all'eterno movimento che permea il tutto, lo conserva e lo dissolve,
nella danza incessante di distruzione e ricreazione dell'universo.
egli rappresenta anche la quinta incarnazione elementale, l'etere
infinito e senza forma.
PONDICHERRY
pondy
è l'enclave storica dell'india francese, conquistata nel tardo XVII
secolo e ceduta solo nel 1956, che in realtà non è tamil nadu bensì
autonomo territorio dell'unione. oltre al quartiere coloniale sul
lungomare, gradevole ma decisamente asettico rispetto al caos animato
della parte indiana, la città è famosa per l'ashram di sri
aurobindo, poeta, filosofo e mistico indiano vissuto nel secolo
scorso che qui ha condotto parte fondamentale della sua ricerca
spirituale fino al sopraggiungere della morte. a pochi km da pondy
sorge auroville,
la città sperimentale basata sui suoi insegnamenti e fondata neglia
anni sessanta dalla mère
(la
madre),
compagna spirituale e continuatrice dell'opera di aurobindo. il
progetto mira
alla costruzione di una comunità
universale,
che realizzi la pienezza dell'unità del genere umano, al di là di
appartenenza nazionale, credo religioso e tendenze politiche. non
avendoci messo piede non ci possiamo esprimere in merito
all'effettivo compimento di tali propositi.
THIRUVANNAMALAI
in
silenzio e solitudine nelle grotte del sacro arunachala meditò per
buona parte della sua vita sri ramana maharshi, mistico ed esponente
tra i più onorati dell'advaita vedanta, prima della fondazione del
suo ashram che sorge appena fuori città.
MAMALLAPURAM
KANCHIPURAM
una delle sette città sacre dell'india nonchè capitale della dinastia pallava. menzione speciale per il kailashanathar e la sua aurea fatata e per un altro tempio elementale, l'ekambeshwara swamy, in cui shiva è venerato quale signore dell'albero di mango. all'interno del recinto è infatti custodito un mango antichissimo, in memoria della pianta sacra all'ombra della quale parvati avrebbe forgiato con la sabbia un lingam (il lingam di terra) per adorare shiva e unirsi a lui.
VELLORE
vellore è dominata dal suo bel forte cinquecentesco, costruito dai vijayanagar e poi passato nelle mani di maratha, mogul e invasori britannici. le vie tortuose del bazar sono sempre animatissime e i prezzi i migliori del tamil nadu.
trovati!!
RispondiEliminache posto il tamil nadu!
mi ricordo che una volta a chidambaram, mentre passeggiavo in gran cazzeggio in giro per il tempio, un gruppo di brahmini mi si accosta e uno di loro mi guarda e dice: "just be happy and make others happy!"..e io muto!
alla prossima (in vietnam?)!
buon viaggio!